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David_Aioria-Kwi Had

Tempora labuntur more fluentis aquae

David_Aioria-Kwi Had

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+39 339 4112690
MSN: davidecalanca.arch@hotmail.it
Skype:
davidecalanca - San Felice sul Panaro
ICQ:
Kwisatz Haerach,
n. 443995806,
http://www.icq.com/443995806
Ecco il luogo dove potete apporre la vostra impronta... a disposizione per chiarimenti, varie ed eventuali, anche reclami e suggerimenti... siete i benvenuti!
  • May 27 10:03 AM
    Forse dovrei rimetterla, se no non si capisce di che parli...
    No --> devo scrivere di Otto e lasciarlo alla mercè di tutti.
  • May 17 9:47 AM
    Bella Davide!
    Una sola cosa, ma la foto del profilo dove caspita l'hai tirata fuori?

    Ciao
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Continua fonte di ispirazione in quello che faccio
Quella poca lettura che mi ha insegnato qualcosa nella vita
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Quello che ascolto nei rari momenti di oblio
July 04

LAMPYRIS NOCTILUCA

Ho trascorso tutto il giorno a parlare con chiunque mi capitasse appresso di ciò che avevo fatto la sera prima… Dalle risposte che ho ricevuto, unanimi pur dalla differente estrazione culturale di chi me le forniva, ho capito una cosa, e quando l’ho capita mi sono sentito veramente vuoto, come se avessi perso del tempo che non può più essere riguadagnato. Sul fatto che il tempo che trascorre si perde nei meandri dell’anamnesi più o meno consapevolmente nulla da dire, ma che esso subisca un ulteriore livello di perdita, questo è grave. Questo livello è l’inettitudine a non voler fare cose reputate ridicole, in favore di sofisticherie che poi non portano a nulla nel lungo termine.

Siamo andati al buio, senza fanali, senza nessun elemento di localizzazione visiva, io abbastanza alticcio e addormentato, l’altro spavaldo come sempre, ma forse non aveva nemmeno lui idea di che cosa stessimo facendo e dove dovessimo arrivare con le nostre biciclette…

Seguendo quella flebile traccia a terra che permetteva a meridione di non ruzzolare in acqua e a settentrione nel regno dei cani che tanto mi spaventano di giorno ogni volta che passo per quel sentiero, nonostante io sappia, siamo arrivati sotto il ponte, col terzo che aspettava preoccupato per la “sua” macchina parcheggiata in luogo troppo appartato per non poter essere presa di mira da malintenzionati. Abbiamo continuato per un po’, ma il sonno dell’uomo preoccupato, fomentato dalla nostra incerta voglia di ripercorrere tutto nelle medesime condizioni con le quali eravamo arrivati fin lì, ci ha fatto desistere ed optare per la soluzione più divertente. Caricare (e caricarci) tutto sul furgoncino e tornare a casa in un trentesimo del tempo impiegato all’andata. Il tutto tra avvistamenti imprevisti e telefonate benedette dal Cielo, che ti risollevano, anche se non lo si capisce totalmente all’istante…

Ho tanto pensato oggi a quella sera, l’altra sera, riflettendo su quello che facevo quando avevo quindici anni in meno e la libertà di parola concessami con cui poter alleggerire i pensieri di un periodo da non archiviare del tutto, ma certamente da non posizionare tra i migliori della mia vita.

È stata la prima volta che ho visto le lucciole dal vivo, e mi è sembrato al limite dell’assurdo immaginare di rivivere cose che facevo da piccolo e che queste minuscole vedette di un ambiente ecologico magari ritrovato (o mai intaccato) mi segnalassero la straordinarietà, pur nella completa semplicità e mancanza di obiettivi materiali, di quella sera. Questo lo devo a loro, ai miei due carissimi amici, alla provvidenziale assicuratrice titolare ormai di un campeggio bielorusso, e a Dio.

 

Se mai un giorno dovessi perdere dei neuroni in quantità anormali, spero proprio di non dover salutare quelli che mi dovessero precludere il ricordo di questi momenti.

June 12

1000 E NON PIU' 1000

Oggi il mio Live Spaces ha superato le 1000 pagine visitate: non avrei mai immaginato tanta partecipazione per uno spazio web che dice poco o nulla. A tal riguardo potrei pensare che nessuno ha niente di meglio da fare che perdere tempo qui, oppure che un minimo di valore si possa anche attribuirmelo. In ogni caso questo mi sprona ad andare avanti e, compatibilmente col tempo che non ho, di tenervi aggiornati su alcune mie prossime iniziative, nonché sui miei viaggi, di cui 2 in dirittura d’arrivo e per i quali non sto più nella pelle. Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo mio, incoraggiante, risultato.
June 05

NOVITA' GASTRONOMICHE

IMG_0105

 

La cena spanish diventerà realtà all’interno dei martedì cultural-etno-gastronomici che si tengono a casa mia: ieri ne ho avuto la prova provata e devo dire che ne è valsa la pena. Non solo per la qualità di quanto mangiato, ma anche per sfatare le presunte mancanze culturali della fautrice della cena, cui, a mio avviso, manca solo un po’ di senso critico nel taglio delle sue foto di Barca. Tutto il resto è decisamente eccezionale. Patrocinio di Camposanto e Medolla o no, questo importa poco. Sono a tanto così dal riuscire a fare quello che ho sempre voluto e non me lo lascerò sfuggire tanto facilmente. A chi sa di intervenire, dico buon appetito in anticipo.

May 28

OTTO AS HIMSELF

Tenca, come ti avevo anticipato, ecco uno dei miei miti cinematografici di ogni tempo… Dopo Aioria (Ioria, Leo no Aiolia, nato in Grecia il giorno della mia Goddess) e Kwisatz Haderach (Paul Atreides di Arrakis, colui che abbrevia le distanze), non posso che essere soggiogato per la terza volta dal potere mediatico di un crogiuolo di alta tecnologia al limite di ogni umana comprensione: Otto. “Otto as himself”, il mitico pilota automatico e infallibile gonfiabile de “L’aereo più pazzo del mondo”, film del 1980 (avevo un anno!!!), è un fidato factotum cui non si può fare a meno. Sempre ottimista, col sorriso in bocca, non si lamenta mai delle tante ore di lavoro e, soprattutto, non parla con nessuno e mantiene i segreti. Un mito, almeno finché non si sgonfia…!!!
 
otto
 
Ciao Tenca, alla prossima!!!
May 24

Зинаида

Non vorrei pensare unicamente che i 2000 km che ci separano rappresentino un facile alibi per stare solo male e non voler guardarsi intorno e oltre, nella mia terra, certamente più alla portata di mano, almeno da un punto di vista meramente logistico. E nemmeno credere che la sindrome del dipendente affettivo, della quale io soffro anche se non voglio fino in fondo ammetterlo, possa giustificare questo stato d’animo al limite della depressione e del non volersi mettere (affettivamente) in gioco. Il fatto è che oggi non penso a molto altro e tutto quello che mi sta succedendo intorno in questi giorni, con un’impressionante sovrapposizione di occasioni quali mai mi sarei immaginato di vivere in così breve tempo, non riesce a produrre qualcosa che possa allontanarmi dal pensiero iniziale. Che è quello di voler approfondire qualcosa che forse non esiste nemmeno, o che è solo iniziato e mai andrà oltre, o che mai lo farà. Quanto vorrei essere a Minsk in questo momento, quanto vorrei sentire la sua voce guardandola negli occhi. Cavolo, perfino la tecnologia non mi aiuta in questo periodo… Mi rimangono le due speranze su cui conto di più: rivederla nell’Italia mitteleuropea in agosto, e attendere l’esito positivo della sua domanda della borsa di studio di specializzazione.

In ogni caso tutto gioca, al momento, in mio sfavore.

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